I videogiochi diventano educativi

05/09/2007 - - di: contents

La scusa che tutti i ragazzi aspettavano
Che i videogiochi favorissero lo sviluppo dei riflessi e la percezione cognitiva, e' noto da diverso tempo. Ma il fatto che essi possano avere un ruolo educativo, o addirittura stimolare lo sviluppo intellettuale, rischia di compromettere seriamente la posizione di tutti quegli esperti (e genitori) che sono sempre pronti a dare la colpa di tutti i mali della societa' moderna a questa forma di intrattenimento.

A dire la verita', l'idea di utilizzare i videogiochi per un fine diverso da quello del puro divertimento era gia' nata molti anni fa, all'inizio degli anni '80, ma la mancanza di un comparto tecnico adeguato dovuta alle ovvie limitazioni dell'hardware dell'epoca limitarono pesantemente il progetto. Nel 2002 l'idea e' tornata in auge, forte dello sviluppo tecnologico quasi esponenziale che ha interessato l'industria videoludica negli ultimi vent'anni, ed ovviamente l'idea e' stata immediatamente asservita alle oscure mire delle alte sfere militari americane. La possibilita' di utilizzare situazioni virtuali per addestrare i soldati escludendo praticamente ogni rischio risulta infatti particolarmente appetibile per applicazioni altrimenti pericolose, esercitazioni militari in testa. Ma gli sbocchi potenziali dei serious games sono infiniti: dall'addestramento in condizioni di emergenza del personale infermieristico alle applicazioni aerospaziali, passando magari per le simulazioni di traffico automobilistico, utili per chi deve prendere la patente.

Alcuni dei videogiochi nati con un intento militar-educativo hanno finito per essere utilizzati comunque in ambito ludico: a questo proposito, infatti, non si puo' non citare il famoso America's Army, una simulazione molto realistica della vita militare che parte dall'addestramento e arriva fino alla (molto probabile) morte in guerra. Partito come mezzo per addestrare i marines americani, e' stato poi riconvertito a software online liberamente fruibile grazie all'interessamento del dipartimento della difesa statunitense, che ufficialmente lo utilizza come mezzo di propaganda per attirare nuove reclute. Certo e' che i milioni di giocatori che ogni giorno si sfidano online utilizzando questo titolo (che per meccaniche e realismo ricorda molto altri suoi "fratelli" a pagamento, come Counterstrike) sembrano piu' interessati alla completa gratuita' del gioco che ad arruolarsi sul serio...

In Italia, qualcosa si sta muovendo nel panorama dei "giochi seri". La casa produttrice Imaginary (www.i-maginary.it) propone, in collaborazione col politecnico di Milano, una serie di applicazioni dedicate al progetto di impresa, al marketing ed alla ricerca di mercato. Si tratta quindi prevalentemente di software sviluppati su commissione di aziende ed utilizzati per la formazione del personale; ma la software house nostrana trova anche lo spazio per creare applicazioni di utilita' sociale, come Giocolesterolo, videogame dedicato all'educazione alimentare.

Piu' in generale, il concetto secondo cui i videogiochi possono svolgere una funzione piu' utile rispetto a quella di far passare il tempo sta trovando sempre piu' consensi tra le case produttrici. L'ultima frontiera dei giochi educativi e' comunque quella sviluppata dalla solita Nintendo, sempre in prima fila per quanto riguarda la sperimentazione videoludica. La casa nipponica punta molto sui brain training games, disponibili per Wii e per il portatile DS, che sono riusciti nel difficile compito di conquistare il pubblico degli adulti, normalmente poco interessato ai videogiochi.
Si tratta in pratica di una serie di minigiochi di memoria, calcolo e associazione di immagini a difficolta' crescente, ognuno dei quali dovrebbe stimolare una funzione precisa del cervello e mantenerla in allenamento. Aldila' dell'effettiva utilita' dell'applicazione, che non sembra essere molto diversa da un settimana enigmistica elettronica, non si puo' non sottolineare il successo della serie, che ormai vanta gia' ben tre titoli all'attivo.

Quel che e' certo, e' che ora non si potra' piu' dire che i videogames sono solo una perdita di tempo...

(Massimo Miato)

Ripreso da La Voce d'Italia


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)

Questo blog ?atto da noi :)

Staff

Ciao sono contents
Vedi il mio profilo


Blogger e risorse

fabrizio
fabrizio
blog: videoGiochi
console & pc games
pc games
blog: console
tropeano
tropeano
blog: cineLudico
giochi di ruolo
marco
blog: giochiRuolo
files
ranakermit
blog: Download!
gioca online
giocaOnline
blog: divertimento!
heroquest
cristina
blog: heroquest
ragnarok
ralic
blog: ragnarok

Sponsored link

Partecipa ai forum

Tag

Ultimi commenti

I miei links preferiti

Post collaboratori

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us